sabato 25 aprile 2015

C’è sempre una prima volta.


Era d’inverno, avevo poco più di vent’anni e sulla testa avevo un bel casco in kevlar infiocchettato da un paio di occhialoni della Scott, giubbotto con spalliere e gomitiere in policarbonato, pettorina, guanti e stivali di cuoio.
Ero a cavallo della mia Yamaha TT600, una moto che ogni volta che l’accendi rischi di vederti tua rotula schizzare come una cometa e che da un unico tubo di scarico emette dei colpi pieni e bassi da sembrare il cuore di un orso.
Al posto di passare il pomeriggio sui libri, come al solito ero a derapare sulle spiagge deserte dei nostri lidi: a saltare sui bunker tedeschi a Porto Garibaldi, a piallare le dune di Lido degli Scacchi e a tracciare la pineta tra Lido delle Nazioni e Lido di Volano, quando ad un tratto…
Fermo, immobile davanti a me, due occhi dolci mi fissano.
Inchiodo, appoggio il piede destro, con calma cerco la folle, lascio la leva della frizione e appoggio anche il piede sinistro, ma subito scappa.
Io rimango immobile.
Davanti a me c'era un grande daino.
Già avevo sentito parlare di Parco del Delta, ma non mi era mai capitato di trovarmici faccia a faccia.
Ancora immobile, respirando profondamente e riprendendo fiato dopo aver fermato i miei 40 cavalli d’acciaio mi sono detto che li, in mezzo al bosco, uno di noi due era di troppo. E quello ero io.
Forse quella è stata la prima volta che ho sentito il bisogno di rispettare la Natura.
A distanza di quasi altri vent’anni c’é stata un’altra prima volta.
La mia prima serata con gli inanellatori.
Pietro e Aline, svizzeri, gestori di un’oasi naturalistica nel Ticino, persone schiette e affabili con un'energia e un sorriso invidiabili.
 Adriano e Laura, i titolari di un progetto di ricerca sugli uccelli della Salina di Comacchio, lui romagnolo, lei marchigiana, che hanno gentilmente e generosamente ospitato Pietro, Aline e il sottoscritto per una serata di cattura delle sterne.
Ritrovo al tramonto, cordiali strette di mano e subito a darci del tu. Pietro e Adriano parlano di uccelli in latino, di maglie di rete, di semi di girasole che sono una droga, di paesi lontani come il Sud Africa e la Namibia.
Io, Laura e Aline guardiamo con il cannocchiale lo spettacolo davanti a noi: fenicotteri, sterne, limicoli, centinaia di uccelli che cominciano a volare sulle nostre teste innescati dalla luce rossa del tramonto che si riflette sull'acqua.
E' una bella serata, ma con il vento sbagliato. L'indomani le previsioni dicono pioggia e il vento soffia da terra, il peggiore per la cattura degli uccelli.
Purtroppo il bollettino finale segna uno zero, nemmeno uno (non è che sono io che ho portato sfortuna???).
Anche se non c'è stata alcuna cattura l'esperienza è stata meravigliosa e spero non sia l'ultima.
Grazie ancora a Pietro, Aline, Adriano e Laura per l'opportunità e l'ospitalità.
C'è solo un punto dolente di questa bella serata in amicizia: Adriano e Laura non bevono vino;-))))
Riccardo







domenica 15 marzo 2015

Un giorno importante.

Buongiorno,
mentre preparavo la colazione mi è venuto in mente un ospite, un olandese che aveva prenotato solo una notte per spezzare il viaggio verso sud.
In verità era una coppia che non arrivava ai sett'anni e che insieme, mi ha raccontato lui, avevono avuto mille avventure e fatto mille viaggi intorno al mondo: arei, grandi crociere, africa, asia, paesi esotici.
Ma pochi giorni fa erano qui a Comacchio con il loro furgoncino e con altre 4 ruote: quelle del piccolo carrellino che aiutava la signora a reggersi sulle gambe.
Viso pallido, sorriso affaticato, occhio sveglio e sopratutto molto cordiale.
Li aiuto con le valige accompagnandoli in camera e li invito a scendere per un caffè.
Dopo qualche minuto arriva solo lui, beve un bicchier d'acqua e tra qualche consiglio per i ristoranti e le formalità dei documenti mi racconta che questo è l'ultimo loro viaggio insieme.
Un colpo mi scoute da dentro ma devo incassarlo resistendo all'emozione, chiudo le porte per non far uscir nulla di quelle sensazioni e dopo un sorriso di cortesia e un sospiro continuo con la spiegazione di Comacchio davanti alla cartina turistica.
Lui trasuda tutte le sue emozioni, il bicchier d'acqua è bello e che andato, ma ... grazie.
Grazie di essere qui, grazie di aver scelto Comacchio e Al Ponticello per trascorrere anche solo un giorno di quei pochi che vi sono rimasti insieme.
Lui torna su dalla moglie. 

Riccardo

martedì 3 marzo 2015

Senza o con?

Noi siamo la generazione del SENZA: senza valori, senza famiglia, senza ideali, senza partito.....
Se dovessi star a sentire i media, il consumismo e la crisi ci avrebbero prima prosciugato culturalmente e poi ridotto a un mosaico di piccoli tasselli luminescenti formati dai nostri smartphone.

L'altra sera ascoltavo Jovanotti (per me che l'ho visto 27 anni fa al J&J disco di Lido Scacchi é Jovanotti e non Lorenzo) che diceva che la sua parola del momento é CON.
Non solo per andare contro corrente (sai, noi giovani....), ma soprattutto perchè la ricchezza è importante. E non sto parlando di ricchezza economica, ma di ricchezza fatta di emozioni ed azioni: con-sapevolezza, con-divisione, con-oscienza, con-versazione....

Buona notte
Riccardo 

martedì 7 maggio 2013

Mal comune, mezzo gaudio.
Bene comune, doppio piacere!!!

Ciao a tutti,
finalmente sono diventato Guida Ambientale Escursionistica e come al solito quando pensi che il traguardo sia il punto d'arrivo tutto si ribalta e come nel gioco dell'oca ti ritrovi nuovamente alla partenza.
Ho avuto dei compagni di corso fantastici, tutti ragazzi molto preparati e sorridenti che hanno reso le lezioni serali meno pesanti di come si pronosticavano: mal comune, mezzo gaudio.
Ma sopratutto sono persone che hanno voglia di conoscere e di fare qualcosa nel e per il proprio territorio, e questo ci lega in un'idea comune.
Dico sempre ai miei Ospiti che loro sono qui per scoprire Comacchio e il Parco del Delta del Po e che se io sono bravo a far trovar loro una cartina ed indicare dove e quando ci sono le escursioni è già un buon punto di partenza.
Ma sopratutto fare la Guida mi dà la possibilità di essere sul campo con loro ad entusiasmarmi di fronte a 3000 Fenicotteri.
Condividere personalmente queste emozioni mi riempie di gioia e se fossi solo ti assicuro che non sarebbe la stessa cosa.
Col bene comune, ne godo molto di più.
Riccardo

giovedì 7 marzo 2013

Kitesurf

Prima di avere 2 figli gli inverni a Comacchio erano molto tranquilli.
Il cielo padano infonde molta pace, ma vivendoci ogni tanto sento la necessità di ravvivarmi altrimenti potrei rischiare il poco invidiabile R.I.P..
Così dopo un paio di anni di viaggi solitari alla scoperta di altri mondi e di una mia dimensione, col mio amico Mauri abbiamo deciso di andare a Capo Verde.
Ce ne siamo subito innamorati nel vero senso della parola.
L'Isola di Sal, a parte qualche villaggio turistico è selvaggia.
Il sole del Tropico è traditore perché è mascherato dagli Alisei che spazzano costantemente questo arcipelago e le onde dell'Atlantico ti attirano come il canto delle sirene per  poi frullarti rigurgitandoti sulla spiaggia.
Ma l'acqua è così tiepida, la spiaggia è infinita e circondato da tutte queste forze trovavo un altro tipo di pace.
Io ci tornai per 4 stagioni consecutivamente e per Mauri Sal è diventata una seconda casa.
Qui conobbi Sarah (la prendo sempre in giro raccontando che lei era sull'isola a fare turismo sessuale) e con lei ho conosciuto tanti altri posti nel mondo e un altro tipo di amore, l'amore che ha dato vita alla nostra famiglia.
Per fortuna Mauri continua ad andare a Capo Verde regalandomi i racconti di vacanze che sono nel mio cuore.
Ecco il leone Djo che mi ha insegnato il kitesurf.
http://vimeo.com/61186133
PS: c'è anche un backstage.



video